News ed Eventi

Consentire alle persone ipovedenti di muoversi meglio negli spazi chiusi

23/11/2021

L’aumento dell’età media della popolazione attiva rappresenterà una sfida crescente per il mercato del lavoro che dovrà prepararsi ad accogliere una quota sempre maggiore anche di lavoratori con disabilità. 

Anche per questo le nuove tecnologie stanno mettendo al centro l’umano con l'obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone.

L’industria 4.0 si può rivelare in questo senso un importante supporto soprattutto per le persone con limitazioni fisiche o psichiche che fino a poco tempo fa non avrebbero facilmente potuto ambire a determinate cariche lavorative e ora, grazie alla tecnologia, possono farlo quasi al pari di chiunque altro.

Tuttavia, affinché lo sviluppo tecnologico favorisca l’inclusione lavorativa di persone affette da disabilità, è necessario analizzare a fondo le problematiche con cui i soggetti più fragili hanno a che fare quotidianamente e trovare soluzioni tecnologiche innovative in grado di favorire il loro inserimento in contesti lavorativi qualificanti e inclusivi.

La Fondazione Giacomo Brodolini, con il supporto di Hackability@Milano - gruppo territoriale dell’associazione torinese che da anni si occupa di far incontrare le competenze di designer, maker, artigiani digitali, con i bisogni (e l’inventiva) delle persone con disabilità - ha realizzato, all’interno delle attività previste dal Pilota Info Hub 4.0 nel contesto del progetto ECOS4INun tavolo di co-progettazione sui bisogni delle persone affette da ipovedenza all’interno di spazi chiusi.

Gli incontri, avvenuti on line tramite l’utilizzo di una metodologia messa a punto da Hackability, hanno visto anche la partecipazione delle aziende selezionate per la formazione prevista da una delle attività del progetto pilota. Ne è scaturito il progetto sperimentale “Sherlock”, un dispositivo tecnologico che avrà l’obiettivo di facilitare l’accesso in luoghi culturali, quali musei, e in camere di albergo a persone ipovedenti.