Progetti

Don’t GIG up, never! Estendere la protezione sociale ai lavoratori della GIG economy

Nuova ricerca in corso sulle piattaforme di lavoro attive in Europa nei settori dei servizi e dei micro-lavori
Partner: 
Foundation Institute of Public Affairs-IPA (PL)
Istituto delle ricerche economiche e sociali - IRES (FR)
UGT Unión General de Trabajadores (ES)
UIL (IT)
University of Tartu (EE)
Capofila del progetto: 
Periodo: 
dal 2021 al 2023

Don't GIG up, never! intende proseguire e approfondire le attività implementate con successo in Don't GIG up! rafforzando la partnership del progetto, ampliando la sua copertura geografica e fornendo una maggiore attenzione al lavoro di piattaforma nelle sue diverse declinazioni.

Oltre le piattaforme di trasporto e consegna

In particolare, il progetto andrà a integrare le informazioni contenute nel rapporto State-of-the-Art alla luce degli sviluppi in corso, con l'ambizione di offrire un focus più dettagliato sulle piattaforme che forniscono servizi alle persone o alle imprese diversi da trasporto e consegne (come Glovo, Foodora, Deliveroo, ecc. su cui si concentrava il progetto precedente).

Il lavoro di piattaforma, infatti, ha continuato a espandersi in altre aree dove il ruolo delle piattaforme può diventare ancora più sfumato e difficile da regolamentare, anche in virtù della vivacità del contesto imprenditoriale, e a testimonianza dell'ascesa e della caduta di diversi attori sia a livello nazionale che europeo e internazionale. Questi attori possono coprire una vasta gamma di servizi, forniti online o che richiedono presenza fisica, che possono variare da compiti poco qualificati (come i servizi di pulizia dei dati forniti da Amazon Mechanical Turk) a una vasta gamma di professioni, dai servizi di pulizia e cura delle persone, alla redazione di siti web e opere grafiche, a professioni regolamentate (es. piattaforme di avvocati, giornalisti o professionisti sanitari).

Il progetto analizzerà una serie di casi studio di piattaforme attive nei settori dei servizi di pulizia o di riparazioni, del lavoro d'ufficio, delle attività professionali e dei micro-lavori. I casi studio si concentreranno sui termini e sulle condizioni di contratto, nonché sulle effettive condizioni di lavoro, anche attraverso interviste, che coinvolgeranno iniziative delle parti sociali e delle associazioni di categoria. In questo modo lo studio farà luce sulle piattaforme che spesso rimangono in ombra nel dibattito pubblico e nel processo decisionale, rispetto a quelle che riguardano le attività di consegna merci e trasporto passeggeri.

Obiettivi principali

Il progetto discuterà i risultati in una relazione conclusiva e fornirà un modello di Termini e condizioni di servizio, per definire le condizioni in linea con i quadri giuridici nazionali e con le richieste dell'UE su qualità del lavoro, monitoraggio dei lavoratori, privacy e rating e sicurezza sociale. Facendo questo il progetto si propone di:

  • migliorare le competenze e le conoscenze sul ruolo che i sindacati e il dialogo sociale possono svolgere per quanto riguarda la protezione dei lavoratori delle piattaforme.
  • identificare le opzioni e gli strumenti politici che garantiscano la protezione sociale dei lavoratori delle piattaforme;
  • identificare opzioni e strumenti politici per garantire diritti adeguati ed effettivi ai lavoratori delle piattaforme nei confronti dei loro datori di lavoro o clienti;
  • supportare i sindacati nel mettere in atto strategie efficaci per organizzare e rappresentare i lavoratori delle piattaforme;
  • identificare percorsi per valorizzare i potenziali effetti positivi della gig economy e del lavoro di piattaforma, per riportare l'economia sommersa a quanto richiesto dalle norme fiscali e del lavoro.

Paesi coinvolti

La ricerca, condotta dalla Fondazione Brodolini, garantisce tramite il partneriato la copertura dei seguenti paesi: Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Svezia. I risultati relativi ai singoli paesi verranno integrati e aggiornati, e si aggiungerà un report dall'Estonia. 

Partner associati

Il progetto si avvale, inoltre, della collaborazione dei seguenti associate partner: European Trade Union Confederation-ETUC, Confederation General du Travail- Force Ouvriere-FO (FR), Independent and Self-Governing Trade Union "Solidarnosc" (PL), Vereinte Dienstleistungsgewerkschaft- Ver.di Unionen (DE), Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (IT).