Contrattazione collettiva, salario minimo e costo del lavoro in alcuni paesi europei
Tra 2023 e 2024 la UILTuCS, la federazione del terziario, commercio, turismo e servizi privati della UIL, ha avviato un proprio programma di ricerca e formazione dei quadri, volto ad approfondire le tematiche più rilevanti dell’azione sindacale nel difficile contesto nazionale ed europeo in cui ci troviamo ad operare.
Abbiamo voluto analizzare le ragioni per cui in Italia, uno tra i paesi europei dove la contrattazione collettiva nazionale ha i più alti tassi di copertura, le dinamiche salariali sono tuttavia tra le più arretrate e i salari tra i più bassi d’Europa.
A questa contraddizione si accompagnano, in particolare nei settori del terziario, crescenti difficoltà a rinnovare i contratti di lavoro alla loro scadenza e con aumenti salariali dignitosi. Prevalenza della piccola impresa, debole competitività, strategie delle aziende volte a ridurre quanto più possibile i costi e massimizzare i profitti, ampie sacche di precariato e lavoro povero: questi problemi affliggono il mercato del lavoro italiano in generale, ma nel terziario si presentano in forma ancora più grave.
Per meglio comprendere l’origine e le ragioni delle difficoltà e delle debolezze del nostro sistema di relazioni industriali, abbiamo sviluppato un confronto con le esperienze di altri paesi europei, anche con la finalità di elaborare possibili proposte per una riforma del modello contrattuale nei nostri settori, che possa aumentarne l’efficienza e rilanciare la crescita dei salari.
A sostegno di questa riflessione, abbiamo affidato ad un gruppo di ricerca, guidato dal Prof. Michele Faioli dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, il compito di realizzare una ricerca comparativa dei sistemi di contrattazione e di adeguamento dei salari di nove paesi dell’Unione Europea (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Spagna, Svezia).
Questa pubblicazione riassume sia i risultati della ricerca, che l’analisi e l’interpretazione che la UILTuCS intende offrire al dibattito.
