Re-thinking Europe’s Skill Needs: Reflections following the European Year of Skills
Negli ultimi anni l'Europa ha dovuto far fronte a una serie di crisi e nuove sfide: le crisi finanziaria e legata al cambiamento climatico, la pandemia da Covid-19, la sfida posta dall'intelligenza artificiale e la guerra in Ucraina, con il conseguente impatto sui prezzi e sulla stabilità della catena di approvvigionamento.
Da una prospettiva strategica, emerge la necessità di anticipare i bisogni emergenti di competenze, forse più rapidamente rispetto al passato, e di mettere in atto meccanismi capaci di rispondere tempestivamente per sviluppare le competenze richieste. Tutto ciò avviene in un contesto caratterizzato da una crescente fluidità del mercato del lavoro: in futuro, potrebbe essere sempre più frequente che le persone debbano spostarsi tra lavori e datori di lavoro, e in alcuni casi potrebbe non esserci nemmeno un datore di lavoro, come nel caso dei lavoratori delle piattaforme digitali.
Questo pone ulteriori sfide ai sistemi formativi, nella misura in cui i datori di lavoro potrebbero essere meno propensi a investire nella formazione dei propri dipendenti se non sono in grado di trarre beneficio dai ritorni dell'investimento, soprattutto quando le persone cambiano lavoro o hanno un legame tenue con l'organizzazione che le impiega.
Se l'Europa si appresta a vivere un periodo di "permacrisi" in un contesto di mercato del lavoro sempre più fluido, questo si tradurrà con ogni probabilità in una serie di sfide per i responsabili politici.
Le evidenze presentate in questo volume offrono esempi su come i bisogni emergenti di competenze e gli squilibri di competenze possano essere meglio anticipati, insieme a informazioni su come definire esigenze specifiche e fornire competenze in modo efficace.