Strategie di “non” equivalenza contrattuale collettiva nel terziario e nel turismo
Il presente studio analizza il concetto di “contrattazione collettiva equivalente” introdotto dalla recente riforma del Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023). Commissionata dagli enti bilaterali EBNTER e EBN, la ricerca risponde alla necessità di valutare oggettivamente i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) in un contesto di pluralismo contrattuale che rischia di generare fenomeni di “dumping” e una corsa al ribasso delle tutele per i lavoratori.
Per affrontare questa sfida, la ricerca applica il “Metodo ALFA”, un approccio scientifico sviluppato dal centro di ricerca CRILDA dell’Università Cattolica. Il metodo si basa sulla comparazione di “figure professionali trasversali” (es. cuoco, addetto vendita), mappate attraverso strumenti standard come l’Atlante del Lavoro INAPP. L’analisi si articola su parametri economici (retribuzione annua lorda) e normativi (permessi, malattia, previdenza, etc.), come previsto dalla normativa.
L’indagine ha confrontato i CCNL di riferimento di CONFESERCENTI per i settori Terziario (H012) e Turismo (H058) con i seguenti contratti: CCNL ANPIT Commercio (H024), CCNL ANPIT Turismo (H05K), CCNL CONFSAL/CIFA Servizi e Turismo (H03A).
I risultati emersi sono inequivocabili. I CCNL ANPIT e CONFSAL/CIFA analizzati non presentano tutele equivalenti a quelli di CONFESERCENTI. La non equivalenza è determinata da due fattori critici e sistematici: (i) violazione del requisito economico. Per tutte le figure professionali esaminate, la Retribuzione Annua Lorda (RAL) prevista dai CCNL ANPIT e CONFSAL è risultata sistematicamente e significativamente inferiore a quella dei CCNL di riferimento. Questo scostamento, da solo, è sufficiente a escludere l’equivalenza. (ii) scostamenti normativi significativi.
Oltre al divario retributivo, sono state riscontrate tutele inferiori su istituti qualificanti del rapporto di lavoro, quali il monte ore di permessi, la disciplina di malattia e infortunio, la bilateralità e la previdenza integrativa. Lo studio dimostra che, senza un’analisi strutturata e scientifica, il principio di equivalenza rischia di legittimare l’applicazione di contratti meno protettivi.
Il Metodo ALFA si propone come strumento oggettivo a supporto delle stazioni appaltanti per garantire che la concorrenza negli appalti pubblici si basi su qualità ed efficienza, non sulla compressione dei diritti e dei salari dei lavoratori.
Il presente contributo espone gli esiti di una ricerca scientifica preliminare finalizzata al confronto tecnico e non va inteso come giudizio definitivo; i contenuti sono oggetto di riflessione aperta con gli attori istituzionali e sociali per il miglioramento delle metodologie di analisi. La determinazione dell'equivalenza contrattuale costituisce un processo laborioso e complesso, basato su un'interpretazione ermeneutica di norme stratificate che evolve con l'integrazione di nuovi elementi conoscitivi. L'attività di ricerca è stata avviata nei primi mesi del 2025 sui testi contrattuali allora vigenti e disponibili nelle banche dati. La stesura si è conclusa a luglio 2025, con presentazioni seminariali culminate nell'incontro del 14 ottobre 2025; pertanto, i dati e le comparazioni riflettono la situazione antecedente al rinnovo del CCNL Cifa-Confsal di fine 2025. La circolazione del Working Paper all'inizio del 2026 risponde ai fisiologici tempi tecnici di editing. La Fondazione Giacomo Brodolini ospita lo scritto nella collana “Working Paper – SERI” in qualità di mero editore; la responsabilità del contenuto scientifico e della metodologia resta in capo ai coordinatori e agli autori.
