Come cambia il lavoro con la pandemia per gli over55

L’invecchiamento della popolazione mette le organizzazioni pubbliche e private di fronte a sfide strategiche e competitive sempre più complesse. L’obiettivo, per le imprese e le organizzazioni pubbliche, diventa gestire in modo efficace ed efficiente l’invecchiamento della propria forza lavoro e il rapporto, a volte conflittuale, tra la sempre più ampia quota di lavoratori e lavoratrici over55 e le nuove generazioni.

Il tutto è accelerato dalla rivoluzione digitale in continua evoluzione ed espansione e, negli ultimi due anni, anche dalla crisi pandemica e dai cambiamenti organizzativi (come lo smart working) che da essa ne sono susseguiti.

Uno degli strumenti che le organizzazioni hanno a disposizione per fare fronte a queste sfide è la formazione dei propri lavoratori.

Fondazione Giacomo Brodolini, per conto dell'Istituto Nazionale per l'Analisi delle Politiche Pubbliche (INAPP), condurrà nei prossimi mesi uno studio per indagare l’impatto del Covid e dell’innovazione tecnologica sulle pratiche di age management nei processi di formazione interni alle organizzazioni.

Attraverso un’indagine di tipo qualitativo, con il team di ricerca su Valutazione delle Politiche pubbliche della Fondazione Brodolini capiremo quali sono le politiche di age management e i processi di apprendimento intergenerazionale sperimentati all’interno delle imprese e della pubblica amministrazione del nostro paese.

Per fare questo, ascolteremo singolarmente o in maniera collegiale accademici ed esperti nazionali e internazionali, consulenti aziendali e professionisti nella gestione delle risorse umane, dirigenti e lavoratori (under e over55), e visiteremo almeno dodici organizzazioni per ‘tastare con mano’ le strategie di apprendimento intergenerazionale e di age management da loro messe in campo, entrando in contatto con i diretti protagonisti: i lavoratori, giovani e anziani.

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