Il futuro del lavoro con gli agenti AI, la giornata al Senato

Venerdì 25 settembre alle ore 11.30 si è svolta a Roma al Senato della Repubblica, su iniziativa del Senatore Antonio De Poli, la conferenza stampa Agenti di intelligenza artificiale e futuro del lavoro: governare la trasformazione, organizzata in collaborazione con la Fondazione Giacomo Brodolini.  

Durante l'incontro è stata presentata la ricerca Dall’IA Generativa agli Agenti IA Autonomi. Come cambia il lavoro e quali politiche per imprese e persone, realizzata dalla Fondazione Brodolini nell'ambito di Future of Workers (FoW), Osservatorio per il lavoro sostenibile. A cura di Paolo Gubitta, Maria Laura Fornaci e Giuseppe Forte, lo studio parte dalle persone per analizzare come gli agenti di intelligenza artificiale stiano trasformando il lavoro ad alta intensità di conoscenza e con quali implicazioni per organizzazioni, persone e politiche.  

Insieme al Senatore Antonio De Poli, hanno partecipato alla conferenza stampa Manuelita Mancini, direttrice della Fondazione Giacomo Brodolini; Maria Laura Fornaci, coordinatrice dell’Osservatorio Future of Workers; Paolo Gubitta, professore ordinario dell’Università di Padova e coordinatore delle ricerche di Future of Workers, e Letizia Pizzi, direttrice generale Anitec-Assinform. In chiusura dell'evento è intervenuta anche Annamaria Simonazzi, presidente della Fondazione Brodolini.

L'incontro è stato aperto dai saluti istituzionali del Senatore De Poli, secondo il quale "la ricerca della Fondazione Giacomo Brodolini è fondamentale per capire come ragionare, con che modalità e come intervenire dal punto di vista legislativo". 

Due i dati della ricerca messi in risalto dal suo intervento: primo, il fatto che il 79% delle persone intervistate nella ricerca ha fiducia nell'AI; "un dato che ci deve far capire che l'innovazione non è un tabù" ha commentato.  

Il secondo è quello relativo alla percentuale (pari al 90%) di lavoratori e lavoratrici che si aspetta un riconoscimento per la condivisione del proprio know-how con gli agenti AI autonomi; aspetto che, secondo il Senatore, evidenzia la necessità di mantenere le persone al centro dell'innovazione. 

Proprio su questo punto si è soffermata nel suo intervento Manuelita Mancini, direttrice della Fondazione Brodolini: "I cambiamenti non si possono fermare, ma si possono anticipare e accompagnare, affinché diventino soprattutto opportunità. Per questo è fondamentale che tutti gli attori coinvolti (politica, ricerca, rappresentanti delle imprese e di lavoratori e lavoratrici, terzo settore, mondo della formazione) lavorino insieme: la sfida dell'AI si affronta solo con la coesione e la partecipazione di tutti" ha detto Mancini. 

Ai agentica Senato

Maria Laura Fornaci, coordinatrice dell’Osservatorio Future of Workers, ha poi presentato il progetto, che lavora per comprendere e governare le trasformazioni del lavoro generate dalla digitalizzazione e dall’AI attraverso formazione, eventi sul territorio e ricerche. "Il filo che tiene insieme queste attività è il lavoro sostenibile: usare l’innovazione per aumentare la competitività delle organizzazioni senza ridurre autonomia, competenze e qualità del lavoro delle persone" ha spiegato. 

Nel suo intervento, Fornaci ha illustrato le cinque proposte emerse dallo studio per governare l’introduzione dell’AI agentica nelle organizzazioni: garantire diritti minimi di informazione, tracciabilità delle decisioni e chiarezza delle responsabilità; aggiornare il tema della salute e della sicurezza sul lavoro; considerare l’AI literacy una competenza di cittadinanza; sviluppare le competenze necessarie a preservare il valore umano e ripensare la base contributiva. 

I principali risultati della ricerca in termini di dati sono stati presentati da Paolo Gubitta, professore ordinario dell’Università di Padova, coordinatore delle ricerche di Future of Workers e nel comitato scientifico di FGB. 

Gubitta ha sintetizzato le cinque dimensioni indagate dalla ricerca in relazione all’introduzione degli agenti AI come presenza attiva nei lavori ad alta intensità di conoscenza: fiducia, autonomia e controllo percepito, carico mentale, disponibilità a condividere conoscenza e intenzioni di uso futuro.  

Dalla ricerca emerge che, tanto più le persone sono esperte nell’uso dell’AI, tanto più riescono a fidarsi in maniera informata. Il problema, come ha posto in evidenza Gubitta, si pone per i settori meno esposti all’uso dell’AI e per le persone che nel loro lavoro non hanno l’opportunità di sperimentarla. 

L’incontro è proseguito con l’intervento di Letizia Pizzi, direttrice generale Anitec-Assinform, che ha portato il punto di vista delle imprese, in particolare delle PMI, che si trovano ancora indietro per quanto riguarda la diffusione dell’AI nei propri processi di lavoro.  

Secondo Pizzi, la priorità è lavorare sulla digitalizzazione di base, per aiutare le imprese e la Pubblica Amministrazione a integrare sempre di più l’intelligenza artificiale nelle proprie attività, e sulle competenze, per consentire alle persone di governare la tecnologia. 

“Dovremmo fare in modo che la capacità di adottare e governare l’intelligenza artificiale non dipenda dalla dimensione dell’impresa, ma dalla disponibilità di una grande struttura per la formazione che accompagni le imprese e le renda più consapevoli e competitive” ha detto Pizzi. 

In chiusura, Annamaria Simonazzi, presidente della Fondazione Brodolini, ha sottolineato la necessità di “governare la trasformazione, e di rendere ottimisti tutti quei lavoratori e quelle lavoratrici che pensano di essere sostituiti”. 

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