Il nostro contributo alla valutazione dello European Heritage Label

Sono disponibili online il caso studio nazionale sull’Italia e lo studio tematico sulla collaborazione transnazionale curati da Fondazione Giacomo Brodolini nell'ambito del rapporto di valutazione 2018-2024 del Marchio del patrimonio europeo (European Heritage Label 2018–2024 evaluation), pubblicato sul sito web dell'Unione europea.

Promosso dalla Commissione europea, il rapporto analizza lo sviluppo, l'attuazione e l'impatto del Marchio del patrimonio europeo (European Heritage Label, EHL), strumento nato nel 2013 per valorizzare i luoghi che celebrano e simboleggiano gli ideali, i valori, la storia e l'integrazione europea – non solo per la loro rilevanza storica e culturale, ma anche per le attività educative e di divulgazione che promuovono.

L'obiettivo principale dell'EHL è rafforzare il senso di appartenenza delle persone all'Unione europea, favorendo il dialogo transazionale e promuovendo il turismo culturale.

Nell’ambito della valutazione, FGB ha curato:

  • il caso studio sull'Italia – uno dei quattro casi studio nazionali (insieme a quelli di Finlandia, Paesi Bassi e Polonia), volto ad analizzare l'attuazione dell'EHL sia a livello nazionale che nei singoli siti;

  • uno studio tematico sulla collaborazione transnazionale fra i siti dell'EHL, che analizza come quest'ultima contribuisca a rafforzare l’identità europea.

Attraverso una prospettiva approfondita sull'applicazione del Marchio in diversi contesti, i casi studio hanno contribuito alla valutazione complessiva dell’impegno dei singoli stati, dei risultati conseguiti a livello dei siti e della dimensione europea della partecipazione.

La valutazione ha confermato che i 60 siti riconosciuti continuano a rispettare i criteri dell'EHL, grazie alla solidità dei team locali e delle partnership. Sono state inoltre rilevate buone pratiche nella collaborazione tra siti, nella sostenibilità e innovazione digitale, e nei programmi educativi rivolti alle persone giovani.

Il rapporto include anche le Raccomandazioni di Budapest (ottobre 2024), che invitano a un sostegno più mirato ai siti di piccole dimensioni o situati in aree remote, a potenziare l'impiego degli strumenti digitali e a rafforzare l'allineamento strategico all'interno della rete.

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