Salute mentale in Europa, il nuovo rapporto Eurofound
È disponibile online il rapporto di ricerca Mental health: Risk groups, trends, services and policies, pubblicato da Eurofound, a cui la Fondazione Giacomo Brodolini ha contribuito in qualità di corrispondente nazionale per l'Italia.
Realizzato nell'ambito del progetto di ricerca Addressing challenges to mental health in Europe: Trends and services, il rapporto analizza le condizioni di salute mentale all'interno di diversi gruppi della popolazione, individuando le tendenze di lungo periodo e gli ostacoli che limitano l'accesso ai servizi per la salute mentale nell'Unione europea.
La pubblicazione esamina inoltre le misure di policy volte a rafforzare i servizi per la salute mentale, insieme alle iniziative promosse nelle scuole, nei luoghi di lavoro e in altri contesti per prevenire o affrontare condizioni di disagio.
Pur considerando la salute mentale in senso ampio, il rapporto dedica particolare attenzione ad ansia e depressione, i due disturbi più diffusi. L'analisi si basa su evidenze provenienti dalla letteratura scientifica sul tema, da indagini a livello dell'Unione europea, e da valutazioni di esperte ed esperti, nonché da dati amministrativi e statistici raccolti dalla rete dei corrispondenti nazionali di Eurofound e da ricerche desk.
Per la Fondazione Giacomo Brodolini, hanno contribuito al rapporto in qualità di esperte e corrispondenti nazionali per l’Italia Barbara De Micheli, coordinatrice dell'Area Social Justice di FGB, e Roberta Cupertino, Senior Officer della stessa Area.
Il rapporto evidenzia come ansia e depressione siano le condizioni di disagio mentale più diffuse in tutte le fasce della popolazione, ma con rischi più elevati per alcuni gruppi specifici – tra cui persone a basso reddito, vedove o separate, rifugiate e senza fissa dimora. Emergono inoltre forti differenze di genere, con le donne che riportano più spesso condizioni di disagio mentale, e gli uomini soggetti a tassi di suicidio più elevati.
Un ulteriore elemento critico è lo stress lavoro-correlato: nei settori sanitario e socio-assistenziale, dichiara di sentirsi emotivamente esausta una persona su quattro – il tasso più alto tra tutti i comparti, seguito dai settori dell'istruzione e della ristorazione.
Nonostante in diversi stati membri ci sia stato un ampliamento nei diritti di accesso ai servizi di salute mentale, lo stigma verso queste problematiche e la limitata capacità dei servizi di questo tipo rappresentano ancora un ostacolo in termini di tempestività dell'assistenza, in particolare per i bisogni considerati non urgenti.
Il rapporto invita quindi a rafforzare gli interventi in fase precoce nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nelle comunità, oltre a sviluppare politiche di lungo periodo per prevenire il disagio mentale e contrastare disuguaglianze, discriminazioni, solitudine e difficoltà di conciliazione tra vita privata e professionale.