A Roma con INAPP per parlare di formazione continua

Lunedì 15 dicembre 2025 si è svolto a Roma presso Industrie Fluviali (via del Porto Fluviale, 35) il seminario Dinamiche della domanda e dell'offerta di formazione continua, organizzato dall'Istituto Nazionale per l'Analisi delle Politiche Pubbliche (INAPP) in collaborazione con Fondazione Giacomo Brodolini.

L'incontro, al quale hanno partecipato oltre 40 esperti ed esperte, tra accademici, accademiche, ricercatrici e ricercatori, ha offerto un'anticipazione dei primi risultati delle indagini INAPP sulla domanda di formazione (INDACO-Imprese e INDACO-Adulti) e sull'offerta formativa (OFP) che FGB sta contribuendo a realizzare, restituendo una fotografia aggiornata delle esigenze formative di imprese e adulti e delle risposte fornite dal sistema della formazione. 

"Il lavoro è stato reso possibile grazie alla disponibilità di INAPP nel fornire elementi conoscitivi, e alla Fondazione Censis per aver raccontato le dinamiche di trasformazione delle strutture formative e la loro risposta alla domanda di professionalità del mercato del lavoro" ha commentato Giuseppe Forte, responsabile dell'Unità di ricerca sul Capitale umano della Fondazione Brodolini.

Dopo la presentazione da parte di INAPP dei primi dati disponibili per ciascuna delle indagini, la giornata si è articolata in sessioni di approfondimento su specifici argomenti di interesse. Tra i temi centrali del confronto sono emerse le disparità strutturali nei percorsi di apprendimento e le disuguaglianze di accesso alla formazione per genere, età e livello di qualificazione.

"Negli ultimi anni le politiche formative hanno compiuto progressi significativi, grazie al rafforzamento della governance e al dialogo tra attori della formazione e del lavoro" ha osservato Forte. "Tuttavia, la carenza di una cultura delle competenze e i limiti strutturali delle piccole imprese rappresentano un ostacolo alla diffusione della formazione continua" ha aggiunto.

Ampio spazio è stato dedicato anche ad alcuni dei temi innovativi trattati nelle indagini, come l'upskilling e il reskilling per ridurre il disallineamento (mismatch) tra fabbisogni e offerta di competenze, nonché le competenze digitali e legate all'intelligenza artificiale che stanno trasformando la formazione degli adulti, tra opportunità di personalizzazione e accesso e sfide etiche e sociali legate a privacy, bias e riduzione del divario digitale.

Come ha sottolineato Antonella Cavallo, Manager dell'Unità di ricerca sul Capitale umano di FGB, "le indagini forniscono informazioni preziose per comprendere come le imprese affrontano il mismatch tra fabbisogno e offerta di competenze, quali strategie adottano e, soprattutto, quali effetti queste scelte producono sugli adulti già occupati".

"La digitalizzazione e l'integrazione dell'AI stanno ridefinendo la formazione degli adulti, sia come strumento di supporto alla formazione che come competenza critica da sviluppare" ha ricordato Isidoro Bracchi, Project & Research Officer dell'Unità di ricerca sul Capitale umano. In questo quadro, ha aggiunto Maria Cristina Scarafile, Senior Research Officer della stessa Unità di ricerca, "le competenze digitali legate alla cybersecurity e la formazione in tema di alfabetizzazione sugli strumenti di intelligenza artificiale risultano essere sempre più centrali per le imprese".

Durante la discussione è stato inoltre sottolineato come, nonostante la formazione online abbia favorito la diffusione della formazione informale, quest'ultima rischi di concentrarsi a favore delle persone più qualificate, come sottolineato da Maria Laura Fornaci, responsabile dell’Unità Progetti speciali della Fondazione Brodolini. In questo senso, sono necessarie specifiche policy e strategie aziendali, anche perché "la stessa dinamica si osserva in relazione alle competenze digitali e alla formazione sull'AI" ha specificato Maria Saide Liperi, Senior Research & Project Officer dell'Unità di ricerca sul Capitale umano.

L'evento si è chiuso con l'intervento di Annamaria Simonazzi, presidente di FGB, che ha messo in risalto l'importanza di percorsi di apprendimento flessibili e modulari per le persone con bassa qualificazione, ma anche di distretti formativi a supporto delle PMI.

Per saperne di più