La nostra competenza per l'innovazione sociale in Italia
Il 10 luglio 2024, il Comune di Torino, il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino, l'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, l'Istituto europeo di ricerca sulle imprese cooperative e sociali (Euricse), e la Fondazione Giacomo Brodolini hanno annunciato a Roma presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati la creazione del Centro nazionale di competenza italiano per l'innovazione sociale.
La Commissione Europea, attraverso il programma EaSI e il Fondo Sociale Europeo Plus (ESF+), promuove l'innovazione sociale istituendo un Centro di Competenza europeo e 27 Centri nazionali. Questa iniziativa rappresenta un'opportunità cruciale per consolidare il ruolo dell'Italia nell'attuazione dell'agenda europea sull'innovazione sociale.
Il Centro è nato dal progetto Social Innovation Ecosystem Development (SEED), finanziato tramite il Programma dell'Unione europea per l'occupazione e l'innovazione sociale (EaSI). Guidato dal Comune di Torino, ha avuto lo scopo di disegnare Centri di Competenza Nazionali per l’Innovazione Sociale a supporto delle Autorità di gestione del Fondo Sociale Europeo Plus (ESF+) nei 4 paesi del consorzio: Italia, Grecia, Romania e Slovenia. I partner italiani sono il Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, Euricse e FGB s.r.l. SB.
Il successivo progetto europeo, Seed2Scale, mira a consolidare queste iniziative. Finanziato dal FSE+ e stato lanciato a Bruxelles a giugno, vede sempre il coordinamento del Comune di Torino e lo stesso partenariato italiano.
Oggi il Centro si è dato una veste giuridica ed è stata istituita SEED S.c.a.r.l di cui, con gli stessi partner italiani, FGB srl SB è uno dei soci fondatori, e rappresenta il soggetto in Italia riconosciuto dalla Commissione Europea per il supporto alla progettazione di politiche pubbliche nel settore dell'innovazione sociale.
La sede legale del Centro di competenza italiano sarà a Milano, presso il Politecnico, e quella operativa a Torino, presso Open Incet, il Centro di Open Innovation della Città di Torino gestito da Fondazione Giacomo Brodolini.
Gli obiettivi principali del Centro sono tre: innanzitutto, quello di diffondere la conoscenza e le competenze tecniche sull'innovazione sociale tra attori pubblici e privati. Il Centro intende poi porsi come un punto di riferimento per il disegno di politiche pubbliche con un approccio multidisciplinare, collaborativo e sistemico, al servizio delle amministrazioni centrali, regionali e locali e per la creazione di servizi e soluzioni innovative secondo i principi dell’amministrazione condivisa. Infine, il Centro punta a creare un ponte tra l'Italia e gli altri centri di competenza europei per lo scambio di esperienze e pratiche innovative.
Con la creazione del Centro di competenza italiano, si apre un nuovo capitolo per l’innovazione sociale nel nostro paese.
Nelle società contemporanee, infatti, caratterizzate da una crescente complessità e da nuove sfide, la dimensione sociale nei processi d’innovazione gioca un ruolo sempre più strategico, coinvolgendo in maniera diretta le comunità nei processi d’innovazione e innescando cambiamenti positivi nella società.
Anche in Italia, "l'innovazione sociale sta assumendo un ruolo crescente in risposta alle molteplici sfide complesse che il nostro sistema Paese si trova ad affrontare" ha commentato nell’aprire la conferenza stampa l’Onorevole Walter Rizzetto, Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, "e che vanno gestite con strumenti innovativi e efficaci, per superare l’inadeguatezza delle soluzioni tradizionali che non sono più in grado di affrontare la complessità e l'interconnessione delle sfide del nostro tempo".
"La creazione del Centro di competenza rappresenta un'opportunità e da piemontese è un orgoglio che nasca e si sviluppi a Torino" ha dichiarato nella conclusione della conferenza stampa l'Onorevole Chiara Gribaudo, Vice Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati. "Siamo in un momento complesso della vita lavorativa e sociale: una fase in cui non si può più esclusivamente tenere conto dello sviluppo economico ma bisogna considerare anche le transizioni in atto, sia ecologica che digitale. In questo quadro" ha aggiunto "diviene fondamentale attualizzare il welfare state, ripensando e riscrivendo anche le politiche sociali: iniziative come quella del Competence Center, focalizzate sull’innovazione sociale, divengono così fondamentali strumenti che possono facilitare lo sviluppo necessario di una economia della cura, che affianchi lo sviluppo economico".
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