Digitalizzare la protezione sociale, il rapporto per Eurofound
In qualità di corrispondente nazionale per l'Italia di Eurofound (la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle persone) Fondazione Giacomo Brodolini ha contribuito al rapporto di ricerca Digitalisation of social protection, diffuso da Eurofound.
A partire dalla letteratura accademica sul tema, dalle attività di ricerca di Eurofound e dai contributi del network dei corrispondenti, il rapporto analizza il ruolo della trasformazione digitale nel ridisegnare i sistemi di protezione sociale negli stati membri dell'Ue e in Norvegia.
Hanno contribuito allo studio Barbara De Micheli, coordinatrice dell'Area Social Justice della Fondazione Brodolini, Michele Faioli, professore di Diritto del lavoro all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e membro del Comitato scientifico della Fondazione, e Alessandro Smilari, Officer presso l'Area Social Justice di FGB.
Se, da un lato, la digitalizzazione rappresenta un'opportunità per migliorare l'efficienza e l'efficacia della protezione sociale, dall'altro comporta il rischio di escludere i gruppi digitalmente marginalizzati e di compromettere la dimensione umana dei sistemi di welfare.
Il rapporto analizza il grado di digitalizzazione di diverse prestazioni economiche di protezione sociale, tra cui disoccupazione, malattia, maternità/paternità, disabilità, vecchiaia, infortuni sul lavoro, reddito minimo, prestazioni a sostegno della genitorialità e abitative, esaminando il ruolo dell'Ue nel supportare questa trasformazione.
La pubblicazione mette inoltre in evidenza le principali sfide, le opportunità, le misure di mitigazione e gli elementi chiave osservati negli stati membri e in Norvegia.
Il rapporto contiene infine una serie di raccomandazioni politiche per rendere la digitalizzazione più inclusiva ed efficace. In particolare, il report mette in evidenza come sia necessario dare priorità all'accessibilità, tenendo conto dell'esperienza delle persone che presentano domanda di prestazioni sociali offline; attuare test rigorosi e un monitoraggio regolare per individuare e affrontare tempestivamente eventuali criticità; coinvolgere gli stakeholder per massimizzare e comunicare in modo chiaro i benefici della digitalizzazione; affrontare le barriere digitali, amministrative e linguistiche, che online possono risultare amplificate; realizzare audit sull'inclusione e garantire il mantenimento di canali di supporto non digitali.