Difendere i diritti fondamentali è una priorità
Finanziato dal programma Citizens, Equality, Rights and Values (CERV) della Commissione europea, il progetto EU Charter of fundamental rights: awareness raising and instrument to promote a culture of rights (FAIR), della durata di due anni, e di cui Fondazione Brodolini è capofila, coinvolge nove stati membri dell'Unione europea (Italia, Belgio, Bulgaria, Slovenia, Croazia, Spagna, Cipro, Portogallo e Grecia), e ha come obiettivo quello di promuovere la consapevolezza e l'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
Primo evento pubblico del progetto, martedì 28 gennaio 2025 si è tenuto online il seminario organizzato da Fondazione Brodolini e intitolato La tutela dei diritti fondamentali in Italia. Strategie di resistenza e risposta alle discriminazioni. L'incontro è stato un'importante occasione per riflettere sulla tenuta dei diritti fondamentali in Italia e sulle strategie di contrasto alle discriminazioni, e ha fornito l'opportunità di presentare a relatori, relatrici e persone partecipanti i risultati emersi finora dalla ricerca avviata nel marzo del 2024.
In questa prima fase – tramite la ricerca desk, una survey online e due focus group condotti nei nove paesi partecipanti al progetto – il consorzio FAIR guidato dalla Fondazione Brodolini ha portato avanti una mappatura dei principali ostacoli alla tutela dei diritti fondamentali, e analizzato il livello di consapevolezza e conoscenza dei diritti e della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, come strumento da potenziare e da diffondere.
Le analisi e le esperienze pratiche raccontate durante il seminario da esperti e professionisti impegnati in prima fila nella tutela dei diritti e nel contrasto alle discriminazioni sui territori, hanno permesso di tracciare un quadro delle strategie in numerosi campi dell'azione sociale in Italia e in Europa.
Ad aprire la conferenza, la professoressa Alessandra Algostino, docente di diritto costituzionale all'Università di Torino, che ha analizzato la tenuta dello stato di diritto in Italia, concentrandosi sulle sfide ai diritti politici, sociali e alle libertà fondamentali.
La tutela dei diritti delle persone migranti e richiedenti asilo è stato il fulcro dell'intervento della Clinica del diritto dell'immigrazione e della cittadinanza dell’Università Roma Tre, rappresentata da Carlo Caprioglio, che ha tracciato una panoramica sull'argomento: dal reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina come strumento per colpire la solidarietà tra e verso le persone migranti, alla tutela a tutto tondo delle donne trans migranti, fino ad arrivare ai tentativi di revoca di permesso di soggiorno e status di protezione delle persone rifugiate palestinesi.
L'avvocata Giulia Sala, socia di Rete Lenford, ha raccontato invece l'attività dell'associazione nel contrasto alle discriminazioni omo-lesbo-bi-transfobiche e in favore di una piena partecipazione democratica delle minoranze sessuali e di genere, a partire dall'ultima consultazione elettorale del 2024.
Amnesty Italia ha poi ripercorso quelle che attualmente rappresentano le principali sfide allo spazio civico e al diritto di protesta pacifica, analizzando gli strumenti preventivi e penali che rischiano di disincentivare l’espressione del dissenso, che, come ha ricordato la professoressa Algostino, è il presupposto necessario di ogni sistema democratico.
Successivamente, l'avvocato Mariano Fardelli, Difensore civico della Regione Lazio e Presidente del Coordinamento nazionale dei difensori civici delle regioni e delle province autonome italiane, ha fatto il punto sul ruolo dei difensori civici locali, individuando, in particolare, le motivazioni che hanno portato l'Italia a essere uno dei pochi paesi in Europa a non essersi ancora dotato di un ombudsman, nonostante le sollecitazioni in tal senso da parte delle istituzioni comunitarie.[1]
L'avvocata Ivonne Panfilo ha arricchito la discussione analizzando gli strumenti penali e civili attualmente disponibili per il contrasto alla violenza di genere e domestica, evidenziando come, nella gestione istituzionale di questo tipo di violenza, permanga ancora una forte impronta patriarcale, che in molti casi rischia di condurre alla cosiddetta vittimizzazione secondaria delle sopravvissute, violando così la Convenzione di Istanbul.
Infine, Elisa Marino Federazione italiana per il superamento dell'handicap (Fish) ha raccontato l'attività della federazione nel contrasto alle discriminazioni abiliste, sottolineando la necessità di passare da una visione puramente medica della disabilità a una visione sociale, necessaria a identificare e decostruire le barriere fisiche e sociali che impediscono una piena partecipazione delle persone con disabilità alla vita collettiva.
Il quadro d'insieme offerto dal seminario e confermato dalle ricerche che stiamo portando avanti all'interno del progetto è quello di una protezione dei diritti che necessita di essere rafforzata e resa più efficace e capillare, investendo nella consapevolezza delle persone sui propri diritti, in un utilizzo più deciso degli strumenti di protezione a disposizione, e in una maggiore sinergia tra la società civile, le sue organizzazioni, i professionisti e le professioniste e le autorità pubbliche.
Le attività del progetto FAIR previste per il 2025 andranno esattamente in questa direzione: tramite campagne di comunicazione, focus group, tavole rotonde e workshop, il progetto contribuirà a creare sinergie e cooperazione tra professionisti, associazioni e autorità, a coinvolgere attivamente la popolazione e a promuovere la consapevolezza e la difesa dei diritti fondamentali, mettendo al centro il contributo cruciale che può essere dato dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
Note
[1] L'ombudsman è una figura simile al difensore civico sul territorio nazionale che, con funzioni analoghe a quello istituito in alcune regioni italiane, ha il compito di ricevere, investigare e risolvere reclami da parte della cittadinanza o di gruppi riguardanti cattiva amministrazione, abusi di potere o ingiustizie commesse da enti governativi, pubbliche amministrazioni o istituzioni. Il suo scopo è assicurare trasparenza, legalità e tutela dei diritti della cittadinanza nel rapporto con la pubblica amministrazione.