Tra Italia e Irlanda verso un'innovazione inclusiva

La transizione ecologica e digitale non riguarda solo le tecnologie, ma l'incontro tra città, persone e idee. Costruire soluzioni concrete per le comunità significa puntare sul futuro inclusivo dell'innovazione. È lo spirito con cui si è svolto l'evento conclusivo del progetto Social Ecosystem for a Fair and Inclusive Transition (SEFIT), il 1 luglio 2025 negli spazi del Cork City Hall, a Cork, in Irlanda. Un momento di restituzione che ha segnato la chiusura ufficiale di un percorso durato due anni, in cui le città di Torino e Cork hanno collaborato attivamente per ripensare le sfide della transizione verde e digitale, con un approccio fondato su inclusione, partecipazione e innovazione sociale.

Finanziato dal Programma dell'Unione europea per l'occupazione e l'innovazione sociale (EaSI) e promosso dalla Direzione Generale Occupazione, affari sociali e inclusione della Commissione europea, il progetto ha sostenuto l'adozione di soluzioni innovative capaci di migliorare la vita delle persone in condizioni svantaggiate, promuovendo una transizione equa e inclusiva nelle due città partner.

SEFIT è stato guidato dalla Fondazione Giacomo Brodolini con il sostegno di Rethink Ireland, del Comune di Torino e del Cork City Council, e ha rappresentato un'esperienza pionieristica nella costruzione di ecosistemi locali orientati a mettere al centro le soggettività più esposte ai rischi sociali ed economici legati alla transizione verde e digitale.

Nell'ambito del progetto, sono stati infatti sviluppati nuovi metodi per rafforzare la collaborazione tra autorità locali, settore privato e stakeholder territoriali, con l'obiettivo di trovare soluzioni efficaci alle sfide sociali legate all'adattamento climatico e alle innovazioni digitali.

Dodici progetti tra Italia e Irlanda

A partire dal lancio della call a febbraio 2024, SEFIT ha selezionato e sostenuto 12 organizzazioni del terzo settore attive fra Italia e Irlanda, offrendo un finanziamento dedicato e un percorso di capacity building, comprensivo di mentoring, workshop formativi, monitoraggio dell'avanzamento delle attività e di eventi di networking, per favorire sinergie e scambio di competenze.

Le soluzioni sviluppate si sono concentrate su alcuni temi chiave per le transizioni verde e digitale, fra cui educazione al consumo energetico, mobilità sostenibile, promozione delle competenze per i green jobs e coinvolgimento attivo delle giovani generazioni nei processi di cambiamento.

Diversi sono stati i momenti di confronto tra stakeholder locali e internazionali. Fra le tappe fondamentali c'è stata sicuramente quella del 12 luglio 2024, data in cui ha avuto luogo un incontro con le organizzazioni dei due territori per condividere riflessioni e risultati intermedi insieme a Chiara Foglietta, Assessora alla Transizione ecologia e digitale della Città di Torino.

Subito dopo, il 22 e 23 luglio 2024, hanno avuto luogo dei policy lab con i partner irlandesi di Rethink Ireland e funzionari e funzionarie del Comune di Torino, per arrivare a un'elaborazione congiunta di proposte per una transizione equa.

Nel 2025, la prima data cruciale è stata quella del 19 marzo, con un workshop congiunto in cui le imprese beneficiarie di Torino e Cork si sono scambiate esperienze e buone pratiche.

Esperti, esperte e attori del territorio si sono poi incontrati il 26 giugno 2025 a Torino, presso Open Incet, per l'evento pubblico SEFIT Legacy: idee per un futuro equo e sostenibile, dove, attraverso tre panel tematici, sono state approfondite le questioni del consumo energetico, della mobilità sostenibile e dei green jobs.

Infine, l'evento del 1 luglio a Cork ha riunito tutti i partner e le organizzazioni supportate dal progetto, insieme a rappresentanti istituzionali e del mondo dell'innovazione sociale.

Buone pratiche per una transizione giusta

Nel corso della giornata, con Debora Greco e Giulia Kakovic, esperte di innovazione e rigenerazione urbana della Fondazione Brodolini, abbiamo messo in evidenza come SEFIT abbia contribuito alla costruzione di strumenti, alleanze e pratiche per una transizione giusta, sottolineando il valore della co-progettazione e della capacità trasformativa dei territori.

La mattinata è stata dedicata alla presentazione dei 12 progetti supportati, alcuni dei quali sono stati raccontati durante momenti dedicati di dialogo e confronto.

Tra questi:

ResConDA, associazione per la restituzione consapevole del debito ambientale con sede a Torino, che ha presentato l'app innovativa Suasì, uno strumento per monitorare i consumi energetici scansionando i barcode di alimenti e altri prodotti, promuovendo una maggiore consapevolezza fra i consumatori e le consumatrici.

The Toy Library (Cork), che ha illustrato la sua piattaforma per lo scambio di giocattoli tra famiglie, pensata per ridurre l'uso della plastica e valorizzare gli oggetti inutilizzati.

Power to the People, progetto torinese che ha coinvolto famiglie vulnerabili, offrendo strumenti per comprendere e monitorare i consumi domestici e rendendole protagoniste nel fornire supporto ad altre famiglie.

International Garden di Cork è un'esperienza che unisce cibo, cultura e integrazione: un orto dove persone migranti coltivano prodotti dei propri paesi, condividendo saperi e tradizioni.

A conclusione dell'evento di luglio, il sindaco di Cork Fergal Dennehy ha accompagnato le persone partecipanti in una visita alle sale storiche del municipio, raccontando la storia della città e sottolineando l'importanza di mettere le persone al centro dei processi di cambiamento.

Un ecosistema di valori condivisi

In Italia, SEFIT ha generato un impatto significativo sul territorio, con risultati tangibili per le persone e le comunità: hanno avuto luogo oltre 10 eventi pubblici e più di 10 workshop, che hanno visto il coinvolgimento diretto di oltre 500 persone. Inoltre, sono stati attivati 7 tirocini formativi ed erogate oltre 250 ore di formazione, promuovendo competenze legate a una transizione giusta e inclusiva.

Oltre ai progetti finanziati e ai risultati quantitativi, il vero valore aggiunto di SEFIT è però quello legato al rafforzamento di un ecosistema europeo di attori pubblici e privati, con visioni condivise e strumenti comuni. Un ecosistema che ha posto le comunità locali, la partecipazione attiva e la giustizia sociale al cuore della transizione.

Anche se il percorso di SEFIT è giunto ufficialmente al termine, il lavoro avviato con il progetto andrà avanti. Attraverso un percorso di legacy che vedrà protagoniste le organizzazioni coinvolte nel progetto, le reti costruite, le pratiche emerse e le connessioni attivate continueranno ad alimentare processi di innovazione sociale orientati alla giustizia climatica, all'inclusione e alla resilienza urbana, per fare in modo che la transizione verde e digitale si realizzi attraverso processi equi per tutte le persone.

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