Una dichiarazione per rafforzare l'innovazione sociale in Europa
In qualità di socio fondatore del Centro di competenza nazionale per l'innovazione sociale (Italian Competence Centre for Social Innovation, ICCSI) e partner di SEED2SCALE, progetto della Commissione europea per consolidare cinque Centri nazionali di competenza per l'innovazione sociale in Europa, Fondazione Giacomo Brodolini ha aderito alla Madrid Declaration for stronger recognition and funding of social innovation in the EU Multiannual Financial Framework 2028-2034 (Dichiarazione di Madrid), un documento rivolto alla Commissione europea per chiedere maggiore sostegno all'innovazione sociale e ai Centri di competenza nazionali per l'innovazione sociale nel prossimo periodo di programmazione finanziaria europea che andrà dal 2028 al 2034.
Presentata il 5 maggio 2026 a Madrid, in occasione del National Competence Centres mutual learning event, l'iniziativa è stata coordinata dal Centro nazionale di competenza per l'innovazione sociale della Romania, che ha lanciato la Dichiarazione di Madrid come parte di un più ampio impegno europeo volto a rafforzare il ruolo dell'innovazione sociale nel prossimo bilancio europeo di lungo termine.
"Firmare la Dichiarazione di Madrid significa portare nel dibattito europeo quanto osserviamo quotidianamente nel nostro lavoro: l'innovazione sociale non è un ambito marginale di sperimentazione, ma una modalità concreta attraverso cui istituzioni, attori dell’economia sociale e comunità territoriali costruiscono risposte a bisogni complessi" commenta Manuelita Mancini, direttrice della Fondazione Brodolini e nel Consiglio di Amministrazione dell'Italian Competence Centre for Social Innovation.
"Per Fondazione Giacomo Brodolini, aderire a questa iniziativa significa sostenere una visione dell'Europa in cui coesione sociale, partecipazione e innovazione siano considerate componenti strutturali delle politiche di sviluppo e competitività del prossimo ciclo di spesa europeo" ha aggiunto.
Attualmente la dichiarazione è sostenuta da 84 organizzazioni provenienti da 19 paesi europei – tra cui 17 Centri di competenza nazionale per l'innovazione sociale e stakeholder appartenenti ai cinque consorzi europei dei Centri di competenza nazionale supportati dall'Ue in Italia, Croazia, Grecia, Romania e Slovenia – ed è aperta a nuove adesioni.
Come mette in risalto la dichiarazione, se il prossimo bilancio europeo intende rispondere alle complesse sfide sociali, demografiche, digitali e ambientali, l'innovazione sociale deve essere riconosciuta non come ambito residuale di sperimentazione, ma come leva trasversale di implementazione delle politiche pubbliche.
Tra le richieste avanzate nel documento: un riconoscimento esplicito dell'innovazione sociale nel prossimo Quadro finanziario pluriennale del'Ue, percorsi di finanziamento più chiari e visibili nei piani nazionali e regionai e nelle procedure europee, il rafforzamento del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) e degli strumenti di investimento sociale, una migliore integrazione nelle politiche europee per competitività e ricerca e un rafforzamento del sostegno ai Centri di competenza e agli ecosistemi dell'innovazione sociale.
"In Europa le esperienze di innovazione sociale non mancano" spiega Patrizia Saroglia, responsabile dell'Unità di Politiche pubbliche e Innovazione sociale di FGB e direttrice del centro di competenza italiano. "Come richiama la stessa dichiarazione di Madrid, il punto critico è che molte pratiche continuano a restare confinate entro i dispositivi progettuali e le condizioni eccezionali che le hanno generate, senza riuscire a incidere stabilmente sulle modalità ordinarie di funzionamento delle politiche pubbliche".
"I centri di competenza nazionali voluti dalla Commissione europea, rappresentano infrastrutture strategiche per il consolidamento degli ecosistemi nazionali dell'innovazione sociale" continua Saroglia. "Per questo, sarà importante nel prossimo Quadro finanziario pluriennale chiarirne e valorizzarne il ruolo, perché possano supportare amministrazioni pubbliche, attori dell’economia sociale e organizzazioni territoriali a consolidare e trasferire nelle politiche ordinarie le pratiche sviluppate nei territori".
