Pratiche e strumenti per progettare città inclusive

A dicembre 2024 si è concluso il progetto MAAT – Mobilizing Youth for Gender inclusive cities, un progetto finanziato dal Fondo Erasmus+ in partenariato con il Portogallo, la Romania, Cipro e Serbia, e di cui Fondazione Giacomo Brodolini è partner, con un programma di educazione informale che ha visto coinvolti gruppi di persone tra i 18 e i 30 anni o che a vario titolo lavorano con i giovani (youth workers) per pianificare città inclusive.

L'obiettivo raggiunto dal progetto è stato quello di promuovere la cittadinanza attiva tra le giovani generazioni, attraverso approcci partecipativi che hanno permesso a ragazze e ragazzi di essere al centro della ricerca e delle politiche europee, e quindi di rafforzarne il senso di iniziativa, in particolare nel rendere più inclusiva la progettazione urbana, in una prospettiva di genere e antidiscriminatoria, volta a sostenere le comunità locali nelle loro diversità.

Tra i risultati più significativi del progetto a cui le esperte della Fondazione Brodolini hanno lavorato ci sono laboratori di politiche giovanili, un programma di educazione non formale, strategie e risorse rivolte a chi lavora con i giovani, e poi webinar e piattaforme dedicate alla comunicazione.

Laboratori di politiche giovanili. Il progetto ha visto la messa a punto di una metodologia per la ricerca e progettazione con 20 laboratori dedicati alle politiche giovanili che hanno coinvolto oltre 150 giovani in Italia, Cipro, Romania, Portogallo e Serbia. Con il supporto delle tutor, i laboratori sono stati un'occasione di condivisione e confronto su idee e progetti, per raccontare le città da punti di vista sensibili alle diversità. Questo scambio ha permesso di tracciare processi per stimolare le comunità e le istituzioni locali alla progettazione e implementazione di città più inclusive, che tengano conto dei bisogni delle persone reali.

Educazione non formale. Il progetto ha inoltre sviluppato un programma di educazione non formale attraverso la realizzazione di un game online che ha lo scopo di sensibilizzare sulle discriminazioni di genere intersezionali nei contesti urbani e sui pregiudizi che li alimentano, oltre che sulle strategie di azione collettiva che possano coinvolgere soprattutto le persone giovani, ma non solo, a livello locale (principalmente municipale). Il programma è costruito su un approccio pedagogico solido, volto al raggiungimento degli obiettivi di apprendimento, basato su attività sociali ludiche e progettato per favorire il coinvolgimento del gruppo target come elemento centrale. Il gioco consente l’interazione da parte di utenti a cui vengono sottoposte delle situazioni di discriminazione iconiche, elaborate a partire da studi solidi e approfonditi, con cui possono interagire sia condividendo delle idee per risolvere o migliorare le situazioni di discriminazione descritte, che votando quelle condivise da altri utenti. Il gioco costituisce un riferimento per la cittadinanza che vuole attivarsi per migliorare le condizione di inclusione delle diversità nei territori in cui abita, ma anche per orientare i policy-maker nelle scelte e nelle pianificazioni urbane.

Strategie e risorse per chi lavora con gruppi di giovani. Nel corso dei due anni di progetto, MAAT ha implementato trenta tavole rotonde, cinque a livello nazionale per ogni paese coinvolto e dieci in Italia, per discutere con competenza le principali sfide che si incontrano su co-creazione e co-gestione di progetti con gruppi di giovani, partecipazione digitale e non delle persone giovani, costruzione di un dialogo europeo tra gruppi di giovani sui temi delle diversità e dell’inclusione, consolidamento di movimenti e attivismo dal basso. Dal confronto emerso all’interno delle tavole rotonde nazionali sono nati cinque toolkit per supportano persone che a vario titolo lavorano con gruppi di giovani proprio nella creazione e co-gestione di progetti (toolkit 1), nella partecipazione giovanile a piattaforme digitali e non (toolkit 2 e 3), nella mappatura di risorse per la creazione di un dialogo europeo (toolkit 4) e nel supporto all’attivismo e ai movimenti dal basso (toolkit 5).

Comunicazione e promozione del progetto. Infine, oltre a un’attenzione da parte di persone esperte per lo sviluppo di strumenti e piattaforme di comunicazione per la diffusione del progetto tra i gruppi target e gli stakeholder, una serie di webinar transnazionali hanno diffuso e discusso i risultati del progetto per consentire un ulteriore arricchimento oltre che la diffusione della conoscenza e dell’accesso agli strumenti del progetto per migliorare le nostre città e renderle alla portata di tutte le persone. Gli strumenti sono stati tradotti i tutte le lingue dei paesi coinvolti nel progetto, oltre all’inglese con l’auspicio di trovare la più ampia diffusione possibile.

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