Rafforzare i diritti fondamentali in Europa
Il 6 e 7 febbraio 2025 si è svolto a Nicosia (Cipro) il meeting del consorzio del progetto EU Charter of Fundamental Rights: Awareness Raising and Instrument to Promote a Culture of Rights (FAIR), di cui Fondazione Giacomo Brodolini è capofila. A un anno dall'avvio del progetto, l'incontro ha rappresentato un'occasione per fare il punto sugli obiettivi raggiunti finora e delineare le prossime azioni per rafforzare la consapevolezza e l'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
Oltre a presentare i risultati delle attività svolte nei paesi partner durante i primi dodici mesi di attività, il dibattito ha evidenziato un obiettivo comune: trasformare la Carta in uno strumento concreto e accessibile per tutte le persone. In quest'ottica, il consorzio del progetto ha tracciato un piano di azioni future che coinvolgerà diversi soggetti del settore.
"La prima sfida sarà sviluppare una mappa chiara e dettagliata delle attività di sensibilizzazione da attuare nei diversi paesi" spiega Marta Capesciotti, esperta dell'Area Giustizia Sociale della Fondazione Brodolini e coordinatrice scientifica del progetto FAIR.
Ogni organizzazione partner lavorerà su iniziative mirate per raggiungere quattro gruppi chiave: organizzazioni della società civile, persone che si occupano della difesa dei diritti umani, professionisti e professioniste del settore legale e giudiziario e la popolazione generale. "L'obiettivo è rendere la Carta più accessibile e conosciuta, trasformandola in uno strumento di riferimento per chi opera nel settore dei diritti fondamentali" conclude.
Le organizzazioni della società civile avranno un ruolo centrale: per discutere il valore della Carta nei diversi contesti nazionali e raccogliere buone pratiche su come utilizzarla concretamente nella difesa dei diritti, saranno organizzati incontri e tavole rotonde. Questo confronto sarà essenziale per individuare strategie efficaci e creare una rete di attivisti, attiviste, professionisti e professioniste attive nella tutela delle libertà fondamentali.
Inoltre, persone esperte del tema e impegnate nell'attivismo si confronteranno in un workshop dedicato a chi, ogni giorno, lavora per proteggere i diritti dei gruppi più vulnerabili. Saranno analizzati strumenti e strategie per rafforzare la protezione giuridica e l'azione politica, con un'attenzione particolare alle raccomandazioni dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (FRA).
Avvocati, avvocate, giudici, studiosi e studiose del diritto avranno poi l'opportunità di partecipare a un seminario che approfondirà il ruolo della Carta nelle aule di tribunale. Per facilitare l'accesso alle informazioni e migliorare l'applicazione dei diritti fondamentali nei procedimenti giudiziari, verrano presentati strumenti pratici, come la piattaforma Charterpedia e l'app ufficiale sulla Carta.
Infine, affinché la Carta diventi davvero patrimonio comune, "è fondamentale che tutte le persone ne comprendano l'importanza" aggiunge Capesciotti. Verrà quindi elaborata una campagna di sensibilizzazione diffusa, sviluppata dai partner in base al contesto di riferimento, con materiali informativi e contenuti multimediali per spiegare il valore della Carta e il suo impatto concreto sulla vita quotidiana.
L'incontro a Nicosia ha segnato un passaggio cruciale verso un'applicazione più efficace e diffusa della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. "Con questa nuova fase operativa e con una roadmap chiara e un impegno condiviso, il progetto FAIR continua a lavorare per costruire un'Europa più equa e inclusiva" conclude Marta Capesciotti.