La carenza di manodopera in Italia nel rapporto Eures

Nel 2024, per il secondo anno consecutivo, la Fondazione Giacomo Brodolini ha curato, per conto dell'Autorità europea per il lavoro (ELA), la stesura del rapporto annuale EURES sulle carenze e le eccedenze di manodopera in Europa. L'obiettivo della pubblicazione è quello di identificare le carenze (shortages) e le eccedenze (surpluses) in termini di forza lavoro nel mercato del lavoro europeo, in base alle occupazioni di riferimento individuate dalla classificazione standard internazionale delle occupazioni (ISCO).

Il rapporto relativo al 2023 si fonda in primo luogo sui dati forniti dai punti di coordinamento nazionali di EURES, la rete europea dei centri per l'impiego gestita da ELA. Questi dati sono stati contestualizzati tramite attività di analisi della letteratura esistente e integrati dalle discussioni avute con stakeholder del settore durante due focus group. A corredare il report, un cruscotto di dati interattivo che permette di identificare le principali carenze ed eccedenze occupazionali nei diversi paesi europei.

Il documento è stato presentato e discusso nella primavera del 2024 a L'Aia, nei Paesi Bassi, durante un evento a cui hanno partecipato rappresentanti di ELA, della Commissione europea e dei servizi pubblici per l'impiego (PES) di vari paesi. In qualità di speaker, erano presenti, fra gli altri, Cosmin Boiangiu, direttore esecutivo di ELA, Maarten Camps, presidente dell'Agenzia per l'impiego e la sicurezza sociale dei Paesi Bassi (UWV), e Anita Halasz, analista economica della Direzione Generale per l'occupazione, gli affari sociali e l'inclusione (DG EMPL) della Commissione europea.

Lo stato del mercato del lavoro europeo

Il rapporto EURES 2023 restituisce il quadro di un mercato del lavoro europeo sempre più rigido. Nonostante il contesto sia quello di una crescita economica rallentata, seguita al picco registrato dopo la pandemia da Covid-19, emerge una tendenza significativa: le aziende sono coinvolte in una competizione serrata per attrarre talenti in grado di coprire posizioni nelle aree in cui la domanda è più alta. Questo fenomeno è particolarmente evidente in settori come l'edilizia, l'ingegneria, la sanità e le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT).

Le ragioni di questo fenomeno sono molteplici, e riflettono la natura dinamica dell'economia di oggi: numerosi cambiamenti strutturali, guidati dalla digitalizzazione e dalla necessità di una transizione verde, stanno ridefinendo le competenze richieste dal mercato del lavoro. Parallelamente, i cambiamenti demografici e a livello delle norme sociali in corso giocano un ruolo altrettanto cruciale.

Inoltre, fattori come condizioni di lavoro poco attrattive e discrepanze tra le preferenze di lavoratrici e lavoratori e le offerte delle imprese contribuiscono a complicare il quadro. Tra le professioni che affrontano le carenze più gravi, spiccano autotrasportatori di mezzi pesanti, personale medico e infermieristico (compresi specialisti e specialiste), dell'edilizia, del settore della ristorazione ed elettricisti. In questi settori, le carenze sono diffuse e particolarmente accentuate, esercitando una pressione significativa sia sui sistemi industriali che sulle economie.

Questa edizione del rapporto ha esaminato in maniera specifica le carenze di manodopera nel settore dell'edilizia, approfondendo un aspetto critico del panorama più ampio del mercato del lavoro europeo.

Oltre al rapporto principale, sono stati sviluppati cinque casi studio relativi ad altrettanti paesi dell'Ue: Italia, Irlanda, Lettonia, Paesi Bassi e Polonia. 

La situazione italiana

Il documento dedicato all'Italia evidenzia come, nel 2023, l'andamento macroeconomico del paese si sia allineato a quello generale europeo: la crescita economica che aveva caratterizzato il periodo post-pandemico si è progressivamente indebolita. Ciononostante, le condizioni del mercato del lavoro sono rimaste favorevoli, con un aumento del tasso di occupazione e una diminuzione del tasso di inattività. Permangono tuttavia alcune problematiche, come la scarsa partecipazione delle donne al mercato del lavoro e la contrazione della forza lavoro.

Le occupazioni che presentano carenza di forza di lavoro identificate nel caso studio sono 37, prevalentemente nei settori manifatturiero e dei servizi. Le carenze riguardano, nello specifico, soprattutto professioni tecniche legate ai servizi e al commercio, e ruoli nel settore manifatturiero. Fra gli ambiti maggiormente interessati da questa problematica ci sono l’edilizia, i servizi di alloggio e ristorazione, e i servizi sanitari (con una particolare carenza di specialisti e specialiste di medicina di base e personale infermieristico). Anche le professionalità relative ai cosiddetti "lavori verdi" (green jobs) risultano difficili da reperire.

La maggior parte di queste professioni richiede un titolo di studio secondario, e le carenze riguardano principalmente la disponibilità di forza lavoro piuttosto che le competenze richieste. Inoltre, l'Italia presenta una carenza di forza lavoro anche in settori che, a livello europeo, mostrano generalmente un surplus.

I principali ostacoli al reclutamento includono la mancanza di candidati e candidate disponibili e, in misura minore, l'adeguatezza delle competenze rispetto alle richieste aziendali. Parallelamente all'aumento delle difficoltà di reclutamento e della carenza di manodopera, si registra un incremento costante dei permessi di lavoro autorizzati. Tuttavia, le richieste delle aziende continuano a superare di gran lunga i permessi effettivamente concessi (4,4 volte superiori nel 2023).

Scenari futuri

Secondo le previsioni di Unioncamere-ANPAL Excelsior Information System per il periodo 2023-2027, entro il 2027 i ruoli manageriali, professionali e tecnici rappresenteranno circa il 40% dei posti vacanti totali previsti. Tra le professioni altamente qualificate, si prevede una domanda annuale media più elevata per tecnici delle relazioni di mercato e professionisti tecnici del settore sanitario, come personale infermieristico e specializzato in fisioterapia. Nello stesso periodo, la domanda di persone impiegate e addette ai servizi e alle vendite coprirà circa un terzo del fabbisogno occupazionale complessivo.

Sono poi state identificate alcune occupazioni particolarmente critiche in termini di domanda di lavoro e tassi di posti vacanti, tra cui professionisti e professioniste del settore medico, professionalità tecniche nel settore ICT, ingegneri e lavoratori specializzati nell'edilizia.

Un mercato del lavoro più sostenibile e inclusivo

Secondo il rapporto del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop) del 2023, la domanda di competenze in Italia fino al 2035 evidenzia una forte espansione nei settori dei servizi di alloggio e ristorazione e dell'assistenza sanitaria e sociale. Il settore edilizio, cruciale per la transizione verde, riceve finanziamenti consistenti, ma fatica a reclutare personale a causa della sua scarsa attrattività, legata a rischi lavorativi e all'alta presenza di piccole imprese e lavoro informale, che si traducono in salari bassi.

Se, da un lato, alcuni squilibri potrebbero attenuarsi grazie a un aumento dell'immigrazione, affrontare efficacemente queste problematiche richiede una strategia comprensiva che includa il miglioramento delle condizioni di lavoro e dei salari, sia per i lavoratori e le lavoratrici domestiche che per le persone immigrate.

Una strategia sostenibile dovrebbe inoltre avere come obiettivo quello di creare un mercato del lavoro più inclusivo, che si basi sulle risorse umane domestiche sottoutilizzate, in particolare le donne, attualmente sottorappresentate. Infine, investimenti mirati nell'istruzione e nella formazione, in linea con i settori dove la domanda di competenze è più alta, sono essenziali per garantire un trend positivo nel lungo termine.

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